L’artista

Biografia

Eugenio Galli nasce nel 1951 a Seregno (MB), dove lavora tuttora, e vive a Briosco (MB). Sin dall’adolescenza coltiva la passione per la pittura.

 

Terminati gli studi scientifici a Monza lavora per circa vent’anni nella bottega orafa di famiglia specializzandosi in gemmologia.

 

Dopo aver abbandonato la figurazione, agli inizi degli anni ’90 si sofferma sulla questione della luce approdando ad uno spazio creativo sottolineato da un colorismo fine e sommesso. Iniziano così i suoi cicli astratti, denominati materia e spirito, percezioni universali, iridescenza cromatica, sino ad arrivare alla recente produzione che sfocia in una particolare filosofia alla ricerca dell’universalità spirituale che va sotto il nome di “La trascendenza di Eugenio Galli”.

 

A questa nuova linea pittorica-scultorea appartengono l’elegia del bianco, le opere multimateriche e le sculture in materiali vari, specie in cor-ten.

 

Eugenio Galli ha partecipato a numerose personali e collettive in Italia e all’estero tra Roma, Firenze, Milano, Berlino, Lugano, Lione, Budapest, Sharjah (Emirati Arabi) e il Cairo.

 

Sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private, nazionali ed internazionali.

Il mio decalogo

  • L’Arte è parte inscindibile dell’universo spirituale
  • L’artista ha il diritto e il dovere di comunicare qualitativamente indipendentemente dalla forma e dalla tecnica impiegata
  • La ricerca di nuovi materiali fine a se stessa non è Arte
  • La tecnica deve essere al servizio del “messaggio”
  • La validità di un’opera è attestata dalla sua capacità di continuare ad emozionare nel tempo
  • Il valore artistico di un’opera non è determinato dal valore commerciale

  • In assoluto un’opera non può e non deve essere spiegata
  • Il ruolo del critico è quello di presentare il percorso dell’artista, il suo approccio all’Arte, stimolarlo e attestarne la sincerità
  • I protagonisti sono l’opera e l’osservatore
  • Un’opera dovrebbe persistere ragionevolmente nel tempo

La trascendenza

…ecco allora la Trascendenza cioè l'”andare oltre”… quindi andare oltre la realtà dell’universo fisico, del pensiero e della ragione.

 

Questa mia linea pittorica-scultorea non prende perciò spunto da elementi materiali, da immagini o elaborazioni mentali, ma è l’individuo in quanto essere spirituale che crea scevro da qualsiasi interferenza.

 

È vero per fare ciò deve usare il proprio corpo, gestire i vari attrezzi e materiali ma questo non è pensiero ma unicamente automatismo che deriva dalla tecnica acquisita. Non si deve quindi confondere questa condizione con la casualità in quanto qui abbiamo la consapevolezza dell’essere.

Critica